Calabrone

Classe: Insetti

Ordine: Imenotteri

Sottordine: Apocriti

Famiglia: Vespidi

Genere: Vespa

Specie: V. crabro L.

Identificazione e danno Il calabrone è la più grande vespa sociale presente in Europa, ha corpo massiccio di colore giallo, nero e ruggine, quasi glabro, zampe robuste, dimensioni variabili da 2,5 a 3,5 cm, pungiglione liscio, è moderatamente aggressivo (meno delle Vespe) e presenta un attitudine al volo notturno.

Il calabrone è un predatore e si nutre di altri insetti anche delle stesse sue dimensioni.

La conseguenza più comune della puntura di questi imenotteri è l’arrossamento, il rigonfiamento (edema) (la chiazza arrossata di solito presenta una parte centrale bianca) e il dolore acuto, seguito da prurito. Ben più grave è la reazione allergica che può colpire soggetti ipersensibili; in questi casi anche una sola puntura può scatenare una reazione anafilattica mortale.

Ciclo biologico Il nido viene in genere costruito in alberi cavi, ma si può trovare anche in cavità sotterranee e in solai di vecchi edifici. E’ caratterizzato dall’avere una serie di piani paralleli con le cellette esagonali con l’apertura rivolta verso il basso, il tutto avvolto da un rivestimento che ha la consistenza della carta. Un nido di calabroni di medie dimensioni può contenere anche 5000 cellette. Nelle colonie si distinguono: la regina (l’unica che si riproduce), le operaie, i maschi e le femmine fecondabili.

Il ciclo vitale inizia in primavera, quando la regina avvia, dopo lo svernamento, la costruzione del nido, iniziando a costruire le prime cellette ed avviando la costruzione dell’involucro protettivo. Inizia poi a deporre le uova, mentre le operaie collaborano, dopo qualche settimana, nella costruzione del nido, allestendo altre cellette e, in seguito, nutrendo le larve e mantenendo pulito il vespaio.

Alla fine dell’estate sono presenti i maschi e le femmine fecondi, che non partecipano all’allestimento e al mantenimento del nido. In autunno la regina, le operaie e i maschi muoiono. Le giovani femmine fecondate sono le uniche a sopravvivere all’inverno, assicurando in questo modo la nuova colonia in primavera.

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