Moscerino della frutta

Identificazione e danno

La Mosca della frutta è un insetto estremamente polifago e molto diffuso nell’areale mediterraneo fino all’Europa centrale; è una Mosca caratteristica anche delle zone subtropicali e tropicali.La Ceratisis capitata è un piccolo moscerino, di 4-6 mm di lunghezza; il capo porta due occhi composti verdastri. Il torace è grigio-giallastro. Le ali membranose presentano caratteristiche macchie colore giallo ocraceo.L’addome, che è tipicamente tondeggiante e termina a punta, è di colore giallo-arancio, con barrature trasversali grigio argentee. Le larve sono biancastre, carpofaghe ed adattate in modo specifico alla vita endofitica.I danni si verificano sui frutti e sono provocati:

Dalle punture di ovideposizione che determinano la comparsa di aree zonate e mollicce (Agrumi) soggette, successivamente, a marcescenza;

Dall’attività delle larve che si sviluppano in modo gregario dentro ai frutti; esse si nutrono della polpa provocando anche il disfacimento molle della polpa stessa che successivamente viene attaccata anche da agenti di marciumi fungini, determinando la completa degenerazione del frutto.

Ciclo biologico La Ceratisis capitata sverna allo stadio di pupa, nel terreno; molto raramente e nelle regioni più calde del suo areale può superare l’inverno come adulto, con generazioni praticamente continue.Mediamente in Italia lo sfarfallamento degli adulti si ha nel mese di maggio-giugno; essi ovidepongono nei frutti (inizialmente attaccano le Drupacee) con il loro ovopositore molto affilato. A questa 1a generazione ne seguono altre 5-6 nel corso dell’anno; le prime si sviluppano sulle Drupacee, poi, via via, la Mosca passa sulle Pomacee e, al Sud, sugli Agrumi nelle generazioni di fine estete-autunno.

Queste ultime generazioni sono quelle che comportano la massima densità della popolazione del fitofago.

Pertanto la Ceratisis compie anche 6-7 generazioni all’anno, nelle zone dell’Italia centro-meridionale; mentre nell’Italia settentrionale, dove le condizioni ambientali sono meno favorevoli al fitofago, compie solo 3-4 generazioni.